Cos’è la carie dentaria

La malattia cariosa è la patologia mondiale più comune in età pediatrica. La carie dentaria è una patologia odontoiatrica di natura infettiva provocata da germi e batteri che determinano la dissoluzione dello smalto e della dentina e i tessuti duri del dente. Nella fase iniziale la carie dentaria esordisce distruggendo lo smalto. Se non tratta tempestivamente continua a progredire e inizia a colpire gli strati più profondi e meno calcificati della dentina fino ad arrivare a toccare il nervo dentale, nella polpa dentaria, e a distruggere completamente il dente, causandone la perdita e  provocando dolori intensi

Cariologia e Conservativa in odontoiatria

La cariologia è la specialità che promuove la salute del cavo orale occupandosi di prevenzione, diagnosi e cura dei denti. Ciò attraverso i seguenti fattori:

  • definire una stima realistica della probabilità che in futuro si sviluppi una lesione cariosa (fattore di rischio individuale di carie);
  • impostare i giusti trattamenti;
  • scegliere i materiali adeguati al caso specifico;
  • programmare correttamente i richiami.

La conservativa è la specialità che si occupa della cura della carie una volta che questa ha colpito il dente.Le due specialità sono interconnesse ma è importante sottolineare il ruolo fondamentale della cariologia per evitare il rischio di reinfezione e formazione di nuova carie. La cariologia è quindi la specialità che consente di curare la bocca e il soggetto e non semplicemente ripristinare con l’otturazione del dente una cavità cariosa.

Come combattere la carie – L’ importanza della prevenzione

Per prevenire la carie dentaria e per ovviare ai problemi che ne possono derivare, è importante seguire le best practices: assicurarsi una corretta igiene orale quotidiana e sottoporsi a visite regolari presso il proprio dentista di fiducia.

E’ di fondamentale importanza impostare insieme al paziente un corretto programma di prevenzione che vada ad agire sui fattori di rischio d’insorgenza della carie:

  • Batteri – mediante sedute di controllo e di igiene orale professionale personalizzate e istruzioni per ottenere un buon controllo di placca domiciliare (istruzioni di igiene orale domiciliare);
  • Dieta – semplici suggerimenti dietetici, forniti ai nostri pazienti, possono renderli consapevoli di abitudini errate e predisponenti alla carie e aiutarli così a modificarle;
  • Ospite – la struttura del dente può essere rafforzata attraverso applicazioni di fluoro sia professionali (eseguite in studio) che domiciliari, mediante l’utilizzo di gel, collutori e paste dentifricie adatte.

È importante sottolineare che un programma di prevenzione efficace è fondamentale per combattere la carie dentale. Esso comprende le tradizionali azioni quotidiane di pulizia dei denti, da effettuare due o tre volte al giorno, servendosi di uno spazzolino dalle setole calibrate alla superficie da trattare (preferibilmente se elettrico). L’igienizzazione del cavo orale può essere completata, con buoni risultati, utilizzando scovolini e filo interdentale, strumenti di sicura efficacia e quasi sempre fondamentali ai fini della rimozione dei residui di cibo e del controllo della placca batterica che si deposita negli spazi interdentali. È sempre opportuno fare affidamento al dentista affinché ci indichi la corretta igienizzazione del cavo orale.

Nel nostro studio la determinazione del fattore di rischio individuale di sviluppo della carie è il punto di partenza dei programmi di prevenzione primaria (quando non c’è stata ancora carie), secondaria (diagnosi precoce di carie) e terziaria (quando una carie è stata curata e si previene la recidiva o la complicanza) che saranno di conseguenza individualizzati nella scelta sia delle modalità sia dei materiali da utilizzare.

Nella valutazione del rischio di ammalarsi di carie vanno considerati i fattori di predisposizione genetica ed ereditaria, così come condizioni locali o sistemiche quali:

  • denti con solchi molto accentuati, nei quali placca e residui di cibo tendono a collocarsi più facilmente
  • denti molto vicini tra di loro (affollati) o le malocclusioni che comportano una pulizia difficoltosa;
  • Condizioni fisiologiche come gravidanza e allattamento, menopausa e altre alterazioni ormonali che incidono sulla composizione salivare.

Come riconoscere una carie

Quando non è stato possibile attuare un efficace programma di prevenzione primaria o secondaria, evitando la formazione di una carie o una sua recidiva, questa deve essere individuata quando ha causato la minor distruzione possibile del tessuto dentale. Trattandosi di una patologia degenerativa, la carie dentaria si manifesta come un‘alterazione sulla superficie dentale, ancor prima che una cavità, di tonalità cromatica brunastra e di consistenza “molle”. Questo è il risultato dell’attività dei batteri che “intaccano” la componente minerale dei denti. Anche se non è detto che ogni punto di colore scuro che compare sulla superficie dentale sia una carie.

Soprattutto nella sua fase iniziale, la carie dentale è piuttosto difficile da riconoscere, per tale motivo è importante effettuare dei controlli periodici e routinari dal dentista di fiducia. È l’unico professionista in grado di individuarla e iniziare un ciclo di cura in grado di rimuoverla. Se la carie viene trascurata, i batteri iniziano a propagarsi attaccando la dentina, la sostanza “dura” che costituisce il dente fino ad arrivare ad “intaccare” i tessuti molli, i nervi ed i vasi sanguigni. Con l’evoluzione della patologia i sintomi della carie dentaria si fanno più palesi:

  • Ipersensibilità al freddo e al caldo, specie quando si ingeriscono cibi o bevande;
  • Perdita di luminosità dello smalto;
  • Cambiamento della tonalità cromatica del dente, che diventa sempre più opaco;
  • Alitosi: la cavità che si viene a creare nel dente si trasforma in un “deposito” di residui alimentari che, decomponendosi, producono cattivi odori;
  • Disturbo della masticazione dei cibi dolci: il dente diventa ipersensibile a tutti gli alimenti che contengono zuccheri;
  • Mal di denti: con la degenerazione patologica la carie arriva in profondità, fino a raggiungere la polpa dentale, provocando mal di denti e disturbi gengivali.

Una diagnosi precoce consentirà di attuare quelle pratiche, sempre meno invasive, che oggi permettono ai dentisti di intervenire in situazioni anche di fattore di rischio elevato in tempi rapidi e con successo, senza sottoporre a eccessivo stress il dente e il paziente stesso. È opportuno non sottovalutare le prime avvisaglie che danno segno di possibili problemi alla cavità orale e che tenderanno ad aggravarsi col passare del tempo. Per questo sono importanti le visite di controllo periodiche, in cui l’utilizzo di strumenti diagnostici moderni (per es: diagnocam), associato all’esperienza e preparazione dello staff professionale, sono fondamentali per eseguire interventi sempre meno invasivi e con un risparmio massimo della struttura del dente.

Tecnologia utilizzata:

La diagnosi precoce di carie è oggi resa possibile e accurata con l’utilizzo di una apparecchiatura (DIAGNOCAM) che consente di individuare le demineralizzazioni iniziali dello smalto per mezzo di una forte sorgente luminosa senza somministrazione di radiazioni. Di conseguenza sarà possibile effettuare dei corretti programmi di trattamento minimamente invasivo delle lesioni e di mantenimento.

Come si cura una carie

Per curare una carie dentaria occorre rivolgersi a un centro dentistico professionale. Il medico odontoiatra analizzerà il vostro stato di salute e valuterà il trattamento più idoneo per curare la carie.

Ovviamente, la fase di trattamento e di cura della carie dipende molto dallo stadio di evoluzione della patologia infettiva: nella sua fase iniziale, quando la carie ha intaccato solo le parti dure del dente, il dentista procede con la rimozione dei tessuti danneggiati e con la disinfezione del cavo orale.

Si procede a ripristinare la struttura dentaria affinché riprenda il suo buon funzionamento: il dentista deve valutare se intervenire mediante otturazione, per “riempire” la cavità con particolari composti a base di resina (l’amalgama dentale di cui noi non facciamo più uso, è oggi ancora utilizzabile) eseguendo tecniche mini-invasive e tradizionali, oppure mediante la ricostruzione della corona con intarsi (manufatti in resina composita o ceramica eseguiti in studio o di laboratorio) cementati sul dente.

Nel caso in cui la carie si manifesti ad uno stadio piuttosto grave, il medico procederà alla devitalizzazione del dente (trattamento o cura canalare), prima di poter effettuare la ricostruzione.

Devitalizzazione del dente (Endodonzia) e ricostruzione

La devitalizzazione del dente è attuata dagli odontoiatri quando devono agire sulla cavità interna del dente, in particolare sulla polpa che è stata aggredita dalla carie dentale negli stadi più evoluti della patologia.

L’ odontoiatra che si occupa del trattamento dei canali dentali è l’endodontista.

Solitamente il dentista ricorre alla devitalizzazione di un dente, in caso di infiammazione o di infezione provocate da batteri o da traumi che hanno causato una frattura esponendo la polpa della corona del dente, attraverso il legamento parodontale in caso di parodontite grave (infezione endo-parodontale).

L’odontoiatra procede con l’asportazione della polpa infetta, pulisce in profondità l’interno del canale radicolare, prosegue con il suo riempimento e “sigilla” la zona interessata.

Grazie all’anestesia e alle moderne tecniche, la seduta di devitalizzazione risulta praticamente indolore. Dopo aver eseguito l’intervento, il dente potrebbe risultare più sensibile: per alleviare il disturbo il dentista potrebbe prescrivere dei farmaci.

Successivamente si procede con la ricostruzione del dente mediante l’inserimento di un dispositivo adeguato (perno moncone, intarsio o corona) per proteggerlo e per assicurarne la completa funzionalità. Attuando gli opportuni accorgimenti e utilizzando correttamente le nuove tecnologie, l’intervento di trattamento canalare la sua riabilitazione, può oggi essere eseguito nella stessa seduta.

Se l’infiammazione non viene curata tempestivamente è possibile che i batteri cariogeni si diffondano e causino una reazione infiammatoria all’apice del dente (granuloma) o un ascesso dentale.

L’ascesso è un processo infettivo acuto caratterizzato da una raccolta di pus, ossia un insieme di cellule appartenenti al sistema immunitario che hanno ingerito i batteri e stanno distruggendo un focolaio infettivo.

Da un punto di vista odontoiatrico, l’ascesso può avere origine dagli apici dentari o dai tessuti di sostegno dei denti, come le tonsille, le ghiandole salivari o i corpi estranei.

I tipi di ascesso più comuni sono gli ascessi causati da malattia delle gengive o da parodontite (ascesso parodontale).

Un ascesso può essere curato grazie a una cura antibiotica prescritta dal medico, associata o seguita da un trattamento specifico che elimini la causa che l’ha generato.

L’endodontista può eseguire un trattamento di chirurgia endodontica per eliminare chirurgicamente il granuloma all’apice della radice attraverso una apicectomia eventualmente associata a un’otturazione della radice residua (otturazione retrograda).

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