Dormire meglio consente di vivere più a lungo e in salute. Ma cos’è la disciplina del sonno e perché è così importante per il nostro organismo? Negli ultimissimi anni la medicina del sonno ha suscitato un interesse sempre più crescente all’interno della comunità scientifica: neurofisiologo, odontoiatra, endocrinologo, neurologo clinico, cardiologo, otorinolaringoiatra e internista possono trovarsi a dover affrontare diverse situazioni in cui è necessaria una conoscenza quanto più approfondita dei disturbi correlati al sonno.

I Disturbi respiratori del sonno in età adulta

Le patologie respiratorie del sonno sono uno dei problemi più sottovalutati dai pazienti in età adulta e possono essere provocati da un’ostruzione parziale delle vie aeree, il cui sintomo principale è il russamento. Secondo diverse ricerche mediche è emerso che più della metà degli italiani russa durante il sonno e quasi 1 su 4 soffre di apnee. Il russare riguarda il 30% degli adulti, ma oltre i 60 anni può interessare il 60% degli uomini ed il 40% delle donne. In Italia il 2-4% della popolazione generale presenta delle patologie legate al sonno.

Il russare può essere un chiaro “campanello d’allarme” e sintomo più palese della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS – Obstructive Sleep Apnea Syndrome), la quale è caratterizzata da ripetuti episodi di occlusione delle vie aeree superiori durante le ore di riposo notturno. Le forme patologiche più gravi dei disturbi respiratori del sonno in età adulta sono associate a numerosi episodi di apnea. Il brusco calo dei livelli di ossigenazione ematica provoca un aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, il verificarsi di sonnolenza diurna e una “frammentazione” del sonno (micro-risvegli). Ricerche mediche hanno accertato che la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno aumenta il rischio di insorgenza di diabete, ictus, infarto, ipertensione arteriosa, oltre a provocare possibili incidenti alla guida di veicoli e sul lavoro.

I Disturbi respiratori del sonno in età pediatrica

I disturbi del sonno sono relativamente frequenti nel bambino e comprendono: il russamento, la sindrome delle aumentate resistenze respiratorie (UARS) e la sindrome delle apnee ostruttive (OSAS). In linea con le stime internazionali, in Italia, su un campione di 1207 bambini, è emerso che il 4.9% soffre di russamento abituale e l’1.8% di sindrome delle apnee ostruttive nel sonno. Le apnee non devono essere mai sottovalutate in età pediatrica: esse inibiscono la corretta ossigenazione notturna che incide sull’armonico sviluppo, sulla crescita, sulle capacità cognitive e sul quadro clinico del piccolo. L’acronimo inglese UARS o Upper Airways Resistance Syndrome è una condizione clinica caratterizzata da un’ostruzione incompleta delle vie aeree associata a cali di pressione, a micro-risvegli evidenziabili dall’elettroencefalogramma, a un aumento dello sforzo respiratorio durante il sonno e a una frammentazione del sonno senza significative apnee ostruttive. In età pediatrica, non dobbiamo mai dimenticare che siamo di fronte a un soggetto che sta crescendo e se non respira bene di notte il suo corpo deve compiere uno sforzo aggiuntivo. Chi soffre di un disturbo respiratorio del sonno in età pediatrica mostra il seguente quadro clinico: frequenti infezioni delle vie aeree superiori, tonsille e adenoidi ipertrofiche, obesità infantile, malocclusioni (denti storti) e palato “stretto”. Si tratta di una serie di sintomi a cui si deve prestare la massima attenzione ed è sempre opportuno valutare ad hoc i diversi casi clinici. Rispetto ai disturbi respiratori del sonno in età adulta, le terapie eseguite in età pediatrica sono molto efficaci e contengono una valida componente di natura preventiva. Nonostante ci sia ancora una grande disinformazione sull’argomento, se si riesce a identificare tempestivamente la patologia è possibile eseguire il giusto trattamento terapeutico, riducendo il rischio di malattie correlate, migliorando lo stile di vita e favorendo la sana e fisiologica crescita del bambino.

Che cosa si intende con Osas

Osas è l’acronimo di Obstructive Sleep Apnoea Syndrome o “Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno” che, in accordo con quanto definito dall’American Thoracic Society, è un disturbo respiratorio che si verifica durante le ore di sonno ed è caratterizzato da episodi di parziale e/o completa ostruzione delle vie nasali che disturbano la respirazione notturna e causano una netta riduzione della saturazione ematica. Apnea e ipopnea sono tra gli eventi respiratori che si verificano a seguito dell’ostruzione delle vie aeree. Che cosa si intende per apnea e ipopnea? L’apnea è “un’interruzione del flusso respiratorio a livello del naso e della bocca (oronasale) della durata di almeno 5 secondi”, mentre l’ipopnea è la “riduzione dell’ampiezza del flusso nasale del 50%”. L’OSAS è una patologia multifattoriale, alla cui manifestazione contribuiscono fattori di diversa natura endogena ed esogena: fattori fisici, anatomici e neurologici, strutturali, genetici e ambientali. La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno può colpire i pazienti di tutte le età e i fattori di rischio tendono a mutare con la variabile anagrafica. Fattori ambientali, familiarità e obesità peggiorano il quadro clinico del soggetto affetto dall’OSAS e i sintomi più comuni sono i seguenti:

  • russamento;
  • arresto del respiro per alcuni secondi;
  • posizioni insolite durante il sonno;
  • movimenti degli arti durante il sonno;
  • incubi;
  • sudorazione notturna eccessiva;
  • enuresi;
  • cefalea;
  • infezioni ricorrenti delle vie aeree;
  • alitosi;
  • respirazione con la bocca aperta;
  • difficoltà di concentrazione;
  • scarso rendimento.

Diagnosticare l’OSAS è di pertinenza del medico del sonno, ma anche altri medici specialisti possono essere coinvolti (Otorinolaringoiatri, Cardiologi, Endocrinologi, Neurologi, Odontoiatri, etc.). Per procedere con una corretta diagnosi occorre differenziare il russamento primario dall’OSAS, riconoscere i pazienti ad alto rischio per l’intervento di asportazione di tonsille e adenoidi e identificare il grado di severità dell’OSAS.

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