Parodontologia

Parodontologia

Generalità

Diagnosi parodontale

La diagnosi parodontale iniziale è quella che si effettua in prima visita con test di screening detto PSR (peridontal screening and recording) che consente di distinguere i soggetti sani e quelli con segni di parodontite. Esso è stato codificato dall’ Accademia Americana di Parodontologia per consentire un sondaggio semplificato, ma non ridotto dei dati clinici. Il risultato del PSR è un valore numerico compreso tra 0 e 4. I pazienti con valori 0,1,2 sono sani o affetti da gengivite e necessiteranno di IIO e rimozione di placca sopra e sotto gengivale. I pazienti con valori 3,4 sono affetti da parodontite e necessitano di una fase diagnostica più approfondita per identificare la tipologia e la gravità della malattia parodontale. Questa fase prevede di raccogliere i dati medici (anamnestici e di laboratorio), radiografici, dentali e dal loro insieme dedurre il fattore di rischio specifico e la terapia necessaria.

Il sondaggio parodontale è la manovra clinica più importante per la raccolta di tutti i parametri clinici parodontali.

OBIETTIVO PRINCIPALE: DEFINIRE IL FATTORE DI RISCHIO soggettivo di ammalarsi di parodontite.

Terapie parodontali

Terapia causale (iniziale)
Terapia non chirurgica,
Terapie chirugiche: resettiva, rigenerativa, mucogengivale,
Terapia antibiotica: escludendo i casi di infezione acuta, questa può essere utilizzata in associazione a una terapia meccanica e solo se il Paziente effettua un controllo ottimale della placca, poichè questa protegge efficacemente i batteri patogeni dagli agenti antimicrobici. Inoltre va considerata l’ emergenza di specie batteriche antibiotico-resistenti che rende necessaria una limitazione nell’ uso degli antimicrobici in terapia parodontale (Raccomandazione 7 – par. Parodontologia delle Linee guida del Ministero della Salute)

Riguardo ai programmi di richiamo per la prevenzione delle recidive riportiamo per intero quanto indicato dalla Raccomandazione 8 – par. Parodotologia delle Linee guida del Ministero della Salute : “Alla fine della terapia causale e correttiva, il Paziente deve essere inserito in un sistema di richiami finalizzato alla prevenzione di eventuali recidive della malattia. L’ intervallo fra i vari appuntamenti deve essere, sempre, rapportato alla capacità del paziente di mantenere un adeguato standard di igiene (un programma di mantenimento basato su richiami ogni tre mesi è, nella maggior parte dei pazienti, efficace per prevenire la recidiva della malattia).

In occasione delle diverse visite di richiamo bisogna effettuare:

  • valutazione dello standard di igiene orale con particolare attenzione alle aree intraprossiomali;
  • ablazione del tartaro e eliminazione del biofilm batterico sopra e sottogengivale;
  • lucidatura dei denti.

Almeno una volta l’ anno, è necessario ricercare:

  • carie;
  • gengivite;
  • tasche >4mm;
  • coinvolgimento delle forcazioni;
  • mobilità dei denti;
  • alterazioni del livello dell’ osso alveolare.

OBIETTIVO PRINCIPALE: ELIMINARE IL SANGUINAMENTO E LE TASCHE GENGIVALI, GUADAGNARE ATTACCO PARODONTALE.

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